BRASILE - La cerimonia nella cittadina gemellata con Longarone (12.11.2004)

Bratti cittadino onorario di Urussanga
Una grande emozione per l'attuale presidente dei Bellunesi nel mondo

A Gioachino Bratti (secondo da sinistra nella foto) il titolo di cittadino onorario di Urussanga. La cerimonia si è svolta nei giorni scorsi nella sala comunale del consiglio della cittadina brasiliana, gemellata con Longarone da oltre dieci anni.

Per Bratti, sindaco di Longarone per quindici anni e attuale presidente dell'Associazione Bellunesi nel Mondo, è stata una grande emozione. A consegnargli il prestigioso riconoscimento è stato lo stesso sindaco Vanderley Olivo Rosso, il presidente del consiglio comunale Luiz Carlos Cardoso, il consigliere Rosa Miotello e il presidente della Famiglia bellunese di Urussanga, Zelma Mariot Hlberg.

A ricostruire la vita amministrativa e professionale di Bratti ci ha pensato l'amico Bortolotto, il quale ha ricordato i momenti salienti che hanno portato alla definizione del gemellaggio tra Longarone e Urussanga il 6 maggio del 1992 e l'impegno di Bratti nello sviluppo degli interscambi culturali con gli studenti della città brasiliana.

«Per noi - ha affermato il consigliere Miotello - Bratti è come un padre, un grande amico e un fratello. Una persona che ama fervorosamente Urussanga e i suoi abitanti come da sempre ha amato la sua natìa Longarone».

«È stata una cerimonia molto commovente che mi ha lasciato un segno indelebile che porterò per sempre con me - ricorda Bratti -. Diventare cittadino onorario di Urussanga è un grande onore. Ho sempre avvertito un fortissimo legame con questa gente, la cui storia è legata indissolubilmente a Longarone e alla sua comunità. La mia visita nello Stato di Santa Catarina vuole essere motivo anche per rinsaldare i rapporti tra i due Comuni, il cui gemellaggio ha portato tante belle iniziative comuni».

Nel corso della cerimonia è stato letto anche un documento sottoscritto dal sindaco di Longarone, Pierluigi De Cesero, che ha voluto sottolineare le straordinarie qualità umane di Bratti.

 Roberto Padrin




0 Ma... chi minkia è, 'sto Roberto Padrin??

l'Ente Fiera di Longarone

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Elementare, Watson. Trattasi di Pisquanus vulgaris che presta i suoi servigi ufficialmente nell'Ufficio stampa della Fiera di Longarone (l'Agenzia Stefani della RSI di longarone), fucina d'uomini e politicanti, ricovero di fratelli e parenti variamente ammanicati nella locale Amministrazione. Figlio fortunato di un fortunato ex ferroviere, (presidente della Assopesca longaronese), Padrin junior ama scrivere a sua discrezione, in forma anonima, messaggi trasversali. Quando non gioca a calcio (giocava col sindaco, e il presidente della Ass. Calcio locale, De Lorenzi Giovanni, è casualmente 'anche' il suo datore di lavoro) secerne articoli e comunicati intrisi di piaggeria o veleni a favore del Clan che lo nutre o del gradito visitatore governativo di turno. Quelli, pero', ci tiene a firmarli, eccome.
Come tutti gli scribi per conto terzi ha uno stile inconfondibile che pero' lo tradisce (la prosopopea ammiccante) nelle stilettate su commissione.
Esemplarmente patetici su questo piano i pezzi di colore folcloristico "Mi ha molto toccato" (per un Giovanardi col sindaco in visita lampo al Cimitero, 2003: sei righe per il Cimitero e 66 a seguire sui mobili in truciolare e cibarie varie esposte in Fiera) o su Tremaglia, ex ragazzo della X Mas di Salo' - oggi ahinoi "ministro" - che fece cantare ai presenti in Fiera, naturalmente, nel dopocena, il mantra "Fratelli d'Italia". Mitico.
Cerca da solo altre perle di giornalismo qui attorno oppure QUI.

Interessante a questo punto la pagina descrittiva dello staff direzionale dell'Ente (vedi box a dx).
Vi si trova tutta la "intellighentsia" che muove, ferma o accelera da lustri la oliata macchina "Longar-One". Nella lista, integrata casomai da quella sul sito Comunale delle "associazioni", c'è davvero tutta la "famiglia" longaronese, tranne un paio di suoi impiegati esterni infiltrati in Comune, cioe' quelli direttamente e a completo carico del Contribuente. Come il Pinocchio/sindaco che via stampa si esprime esclusivamente attraverso il ventriloquo zombie Padrin Roberto, avendo evidenti difficoltà sintattiche e grammatiche dal vivo. O il Consigliere Danielis. Nella pagina si individua anche qualche altro spunto interessante. La premiata ditta 'Netech', ad esempio. O l'impiegato della Fiera Roberto Sant, a tempo perso anche Presidente della Pro Loco. O l'impiegato Danielis Marco, stretto parente del consigliere comunale Danielis Giovanni, a tempo perso a sua volta "Responsabile degli Informatori" e dunque 'dipendente' pubblico di Sant. Diverse persone, insomma, con cariche e impegni intrecciati (e variamente pagati) in patente conflitto d'interesse, compatibilita', trasparenza, cumulo di cariche tra loro.
«Vuolsi così, colà dove si puote ciò che si vuol, e più non dimandare!»




0 Sulle 'straordinarie qualità umane' di Bratti...


L'ex sindaco Bratti, 'fervoroso' democristiano della prima ora (scuola Leone, Rumor, Bisaglia) si è addirittura spinto - durante l'«affaire tomba di Muccin» - a dare un giudizio di "esagitati e svergognati" via giornale (ancora Padrin) a chi richiedeva solo ascolto, uguali cippi per tutti, e lo spostamento di un illustre e rispettato "corpo estraneo", da traslarsi dal campoSanto all'interno della piu' consona Cappella del Cimitero (tragitto di metri lineari sette). Richiesta perfettamente logica e a mio avviso piu' che legittima, dato che il cimitero di Fortogna avrebbe dovuto essere rivoltato come un calzino. Invece, di fatto, il Bratti ha avallato il doppio stupro del suo successore, spargendo senza alcun problema ulteriore sale su antiche ferite. Trovata meschina, poco cristiana, molto democristiana. Che fa a cazzotti colla reputazione (apparente) e l'onestà (intellettuale) dell'ex-plurisindaco. Anche la Curia bellunese - a parole - si dimostrò piu' accomodante e sensibile (sui giornali) verso la richiesta del Comitato, non trovandoci nulla di scandaloso.
Ma oggi sappiamo com'è andata.

Un'ultima cosa e per questa pagina ho finito: Bratti Gioachino, sempre quello dalle "straordinarie qualità umane" a detta dello stupratore, risulta essere il Presidente di "Bellunesi nel Mondo". Associazione meritoria, nata dopo il disastro di Mattmark, che ha un suo sito web, che come il www.vajont.net per il "Vajont", era ed è il polo di riferimento istituzionale per gli 'emigrati'. Sito che - coincidenza! - scopro non stare in Provincia, non sta nemmeno al Comune di Belluno, ma sta invece a Longarone in via Villanova 8, (gestito dalla Netech, appunto) cioe' presso uno dei fornitori di servizi del Comune. 'Suoi' (di Netech), peraltro, diversi altri siti dell'Amministrazione, guardate al fondo delle loro pagine. In un Paese normale, potrebbe essere anche banale, da qualche parte un sito deve pur stare.
Meno 'normale' magari, nella fogna umana e mafiosa che sembra essere la "Longarone degli Amici", è che una settimana dopo lo sfratto a firma del mezzosangue della scuderia De Lorenzi, io abbia postato due volte e in giorni diversi la scarna notizia dell'interrogazione parlamentare di Cortiana, già apparsa sulla stampa regionale, e inserendola nell'apposito spazio "lettere" del sito di cui Bratti è stimato "presidente". Senza, ovviamente, che i messaggi siano mai apparsi. Un innocuo messaggio di terzi successivo al mio, invece, venne pubblicato poche ore dopo ed esiste tuttora.
Controprova: accomodatevi e spedite un vs. commento sulla vicenda "sfratto" o "cimitero" in quello spazio. Se e quando appare, scrivetemi.

00Morale della favola: qualcuno a Longarone, come a suo tempo la SADE, come nella MAFIA della piu' bell'acqua, decide per voi cosa far sapere o no delle miserie locali. E come. Gli ignari "Bellunesi nel Mondo", cosi' come gli alpini sul sito dell'A.N.A., sono quindi liberissimi di leggere i comunicati, di mandarsi auguri mielati e pacche sulle spalle (virtuali) ma non hanno la libertà di poter conoscere e giudicare certe porcherie al paesello in patria, concepite, gestite e firmate dai loro presunti 'angeli custodi': "Tutto va ben, madama la Marchesa".
Che Bratti sia stato mai al corrente di questa censura o meno (il povero!, alla sua età...) non cambia di un millimetro la realtà dei fatti, che io ho documentato prontamente a chi di dovere, che fu riscontrata. Che dire allora?
Io questo lo leggo come una censura indebita, anacronistica e imbecille. O semplicemente, chiamando le cose col loro nome, un'intervento di stampo mafioso e/o reazionario. Ed è esattamente a questo che io mi riferisco, fino a prova contraria, quando sintetizzo amaramente che "la SADE in realtà non si è MAI MOSSA da queste valli". Anzi, oggi ha in casa pure una 'Fondazione Onlus', custodita - vedi coincidenza - in Fiera a Longarone. Alleluja!

Ma questo, è "il Vajont", questa io credo la vera "lezione" da trarre del "Vajont". Una storia senza fine di MAFIE, silenzi, scandali; di vigliacchi, sfruttatori bugiardi, di sottopoteri ipocriti e di crassi pre-poteri perenni privati. Va da se', scaricando le spese sul contribuente.
- Di cittadini e genti ignare, tenute sistematicamente all'oscuro per decenni.
- Di persone uccise a migliaia o stuprate civilmente, reiteratamente (Sopravvissuti e superstiti), da generazioni di amministratori interessati, collusi, o semplicemente INCAPACI.
- Di documenti contraffatti, sottratti, o piu' semplicemente omessi e perduti.
- Di spese folli - tuttora - per far stuprare (ancora) Longarone e dintorni da architetti.
- Di amici (e di amici, e consorti degli Amici) favoriti e ingrassati. Mandati in carriera e in politica a coprire e a rinnovare altre menzogne ed altri stupri, nell'indifferenza generale di un Paese stordito e dei magistrati. Quando occorre, nutrendo l'opinione pubblica di mistificazioni e polveroni gattopardeschi, di associazioni di facciata e financo a delinquere: piaccia o no, è Storia locale, regionale e Nazionale. Che in un contesto simile, una affiatata coppia di sinergici burattini eterodiretti santifichi il democristiano (molto poco cristiano) Bratti Gioachino, è automatico...
Va da se' che gli imbambolati bellunesi di Urussanga o di una Zurigo, da questi mafiosi, o da un'Agenzia Cupolare rappresentata da un autentico Padrin (nomen omen?), non sapranno mai di questo e d'altro. In compenso, di edificanti e funzionali favolette alla Biancaneve edite dalla Banda Bassotti di Via del Porco, 3, ne potranno bere 'a petroliere', come commenterebbe giocondamente un Corona.
E bersele inghiottendo tutta la damigiana, aggiungerei. Vedi qui sopra, il "gemellAggio". E fin che c'è Mercanti in Fiera, o nel Tempio, c'è speranza. Tiziano Dal Farra